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Slow, contemplative soundscapes.
Instrumental music between ambient, neoclassical and cinematic atmospheres—fragile, suspended sounds where silence guides the listening.
Spazi Interni
“Spazi interni” is an introspective and deeply emotional album, a true journey into the most intimate places of the human soul. Each track represents an inner room, a state of mind, an emotional passage that takes shape through music alone, without the need for words, yet with a strong narrative and cinematic power.
The album opens by addressing one of the most fragile and contemporary themes: anxiety. Quando l’ansia lascerà la stanza is a weight pressing on the heart, a mirror of a generation crushed by time, expectations, and a constant sense of inadequacy. Music becomes a form of healing and refuge, an embrace capable of slowly dissolving tension and guiding the listener toward a hard-won sense of peace. From here, the album slips into pure melancholy with Sonata della malinconia, where pain is not rejected but welcomed, eventually transforming into sweetness as dissonances finally find order and meaning.
With La fenice, the album introduces the theme of rebirth: a light emerging from the ashes, suspended between nostalgia and hope. It is the most cinematic moment of the record, almost fairytale-like, where the magic of sound and choral textures evokes ideas of unity and inner renewal. Anime further expands the emotional space, opening onto a vast, ambient soundscape in which the listener floats between natural and existential dimensions, dissolving into a silence rich with meaning.
Ambra disrupts the album’s sonic balance, introducing ethnic colors and suggestions distant in both time and space. It is a track infused with cinematic and romantic qualities, where melodrama emerges through ancient timbres and evocative vocalizations. With Interconnessione, the album returns to its essence: two sonic flows that seek each other, brush against one another, and finally merge, symbolizing a deep, intimate, and inevitable bond.
The emotional core of the album emerges with Il conforto degli abbracci, a celebration of delicacy, human contact, and silence that speaks louder than any noise. Here, the music teaches that intensity does not require excess, but truth. Finally, Cuore e mente closes the circle with greater awareness: a mature dialogue between reason and emotion, suggesting that only by illuminating one’s inner spaces can the outer world be lived in an authentic and constructive way.
“Spazi interni” is not just an album, but an emotional, therapeutic, and contemplative journey—an invitation to listen inward, to embrace fragility, and to transform it into strength, finding in music both a mirror and a path toward healing.
“Spazi interni” è un album introspettivo e profondamente emotivo, un vero viaggio nei luoghi più intimi dell’anima umana. Ogni brano rappresenta una stanza interiore, uno stato d’animo, un passaggio emotivo che prende forma esclusivamente attraverso la musica, senza il bisogno delle parole, ma con una forte potenza narrativa e cinematografica.
L’album si apre affrontando uno dei temi più fragili e contemporanei: l’ansia. Quando l’ansia lascerà la stanza è un peso che preme sul cuore, lo specchio di una generazione schiacciata dal tempo, dalle aspettative e da un costante senso di inadeguatezza. La musica diventa una forma di cura e rifugio, un abbraccio capace di sciogliere lentamente la tensione e guidare l’ascoltatore verso una pace conquistata con fatica. Da qui, l’album scivola in una malinconia pura con Sonata della malinconia, dove il dolore non viene respinto ma accolto, fino a trasformarsi in dolcezza, quando le dissonanze trovano finalmente ordine e significato.
Con La fenice emerge il tema della rinascita: una luce che affiora dalle ceneri, sospesa tra nostalgia e speranza. È il momento più cinematografico del disco, quasi fiabesco, in cui la magia del suono e le tessiture corali evocano un senso di unione e rinnovamento interiore. Anime amplia ulteriormente lo spazio emotivo, aprendosi a un paesaggio sonoro ampio e ambient, in cui l’ascoltatore fluttua tra dimensione naturale ed esistenziale, dissolvendosi in un silenzio ricco di significato.
Ambra interrompe l’equilibrio sonoro dell’album, introducendo colori etnici e suggestioni lontane nel tempo e nello spazio. È un brano dal carattere cinematografico e romantico, in cui il melodramma emerge attraverso timbri antichi e vocalizzi evocativi. Con Interconnessione l’album ritorna alla sua essenza: due flussi sonori che si cercano, si sfiorano e infine si fondono, simbolo di un legame profondo, intimo e inevitabile.
Il cuore emotivo dell’album si manifesta con Il conforto degli abbracci, una celebrazione della delicatezza, del contatto umano e di un silenzio che parla più di qualsiasi rumore. Qui la musica insegna che l’intensità non richiede eccesso, ma verità. Infine, Cuore e mente chiude il cerchio con maggiore consapevolezza: un dialogo maturo tra ragione ed emozione, suggerendo che solo illuminando i propri spazi interiori si può vivere il mondo esterno in modo autentico e costruttivo.
“Spazi interni” non è soltanto un album, ma un percorso emotivo, terapeutico e contemplativo: un invito ad ascoltarsi, ad accogliere la propria fragilità e a trasformarla in forza, trovando nella musica uno specchio e una via verso la guarigione.
Tracklist
- Quando l’ansia lascerà la stanza
- Sonata della malinconia
- La fenice
- Anime
- Ambra
- Interconnessione
- Il conforto degli abbracci
- Cuore e mente
Bio
Davide Delvecchio is an Italian instrumental music artist, born on January 22, 2000 in Cesena during a heavy snowfall.
His compositions move between ambient, neoclassical and cinematic atmospheres, shaping slow, contemplative soundscapes.
His work stems from deep attention to emotional sensitivity and inner listening, exploring suspension, silence and transition through sound.
His music does not lead or narrate, but accompanies—giving the listener time and space to inhabit each piece.
Davide Delvecchio è un artista italiano di musica strumentale, nato il 22 gennaio 2000 a Cesena durante una forte nevicata.
Le sue composizioni si muovono tra atmosfere ambient, neoclassiche e cinematografiche, dando forma a paesaggi sonori lenti e contemplativi.
Il suo lavoro nasce da una profonda attenzione alla sensibilità emotiva e all’ascolto interiore, esplorando sospensione, silenzio e transizione attraverso il suono.
La sua musica non guida né narra, ma accompagna—lasciando all’ascoltatore tempo e spazio per abitare ogni brano.
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